Formazione a distanza: consigli pratici

Formazione a distanza

La formazione a distanza è, ahimè, diventata ormai la routine in questo periodo segnato dal Covid-19, ma se da un lato la socialità è venuta meno nelle lezioni da remoto, dall’altro è anche vero che si possono comunque utilizzare alcuni spunti e consigli per rendere le lezioni più efficaci. Andiamo a vedere quali.

Ottimizzate il flusso comunicativo con gli studenti

Individuate un unico canale di comunicazione a livello di Istituto.

E’ infatti dispersivo creare più canali di comunicazione con gli studenti, mentre è preferibile, per esempio, creare un indirizzo email istituzionale per ogni alunno, in modo che siate sicuri che tutti possano ricevere le comunicazioni, e che a voi basti ricordare solamente un canale.

Ciò fa sì che si crei anche un luogo ad hoc per i corsisti nella comunicazione con la scuola.

Non mettete troppa carne al fuoco

Non disperdetevi tra i molti (a volte troppi) tool, strumenti ed applicazioni. Utilizzatene pochi e bene. Per i documenti, ad esempio, indirizzate i vostri alunni sullo spazio condiviso di Google Drive.

Nello spazio condiviso create delle sottocartelle per argomento nelle quali inserire le slide ed il materiale delle lezioni. Così facendo con la semplice condivisione del link del Drive gli studenti potranno accedere facilmente a tutte le dispense.

L’avere un’unica piattaforma inoltre permette anche di evitare che i ragazzi debbano saltare da un luogo all’altro, quindi con il vantaggio di una riduzione di dispersione.

Non rinchiudetevi in uno schermo

Le lezioni online possono essere davvero faticose. Il parlare davanti ad un computer, o peggio, ascoltare una lezione di 2 ore davanti ad uno schermo, rischiano di far calare repentinamente la soglia di attenzione.

Il consiglio quindi è quello di non allungare troppo i tempi della lectio, ma definire magari una pausa ogni 45-50 minuti, di modo da poter riposare gli occhi dal vortice digitale.

Inoltre per invogliare la partecipazione è utile anche ricreare dei momenti collettivi. Correzione di test in maniera congiunta nell’aula virtuale, discussione su laboratori pratici o istituzione ogni pochi minuti di uno spazio dedicato alle domande, possono essere tutte tecniche efficaci.

Adattate gli argomenti al digitale

Consapevolizzando il mezzo che abbiamo di fronte, e sapendo che ci può aiutare a sopperire la mancanza delle aule fisiche in questo periodo, cerchiamo di capire, però, come confrontarci con esso.

È oramai consolidato che nel digitale il nostro occhio non legge il testo seguendo i movimenti oculari tipici della carta stampata, bensì si muove secondo lo skimming, ossia la persona sorvola il testo alla ricerca di parole chiave e frasi significative, e solo in un secondo momento si sofferma sui vari paragrafi.

Le regole della scrittura per il Web ci consigliano, quindi, di:

  • Utilizzare il grassetto per evidenziare le parole e i punti salienti;
  • Usare paragrafi di poche righe e distanziati tra loro con una riga vuota;
  • Molto probabilmente i vostri alunni consulteranno il materiale da un cellulare, per cui dovete assicurarvi che i vostri contenuti siano anche “mobile friendly”.

In generale, comunque, online sono da preferire contenuti video, dato che l’occhio umano quando si trova davanti ad uno schermo automaticamente segue meglio le immagini rispetto ai testi.

Riducete le possibilità di errore

Per quante indicazioni ed ammonizioni possiamo dare, l’errore degli alunni è sempre in agguato.

E’ per questo che è utile la stesura di policy, ossia di guide su come gli studenti usufruiranno della nostra didattica, che adotti questi accorgimenti:

  • Policy molto chiare;
  • Dove, come, quando per ogni aspetto della didattica;
  • Specificare sempre la scadenza per i vari compiti;
  • Fornire contatti e luoghi per FAQ, dove richiedere informazioni e ricercare indicazioni utili.

Qual è il futuro della formazione a distanza?

La didattica a distanza è esplosa in un momento particolare, ma non è assolutamente destinata a soccombere.

Il consiglio è quello di organizzarsi, quindi, per il ritorno in aula, dove si spera possa riprenderà l’attività in presenza con la fondamentale socialità e cooperazione degli studenti e dei docenti, ma in una nuova modalità.

Ad esempio perché non continuare anche in classe a svolgere alcune esercitazioni approfittando degli strumenti multimediali? Perché non utilizzare le nuove competenze tecnologiche che scuole, docenti e studenti hanno sviluppato per costituire un’erogazione di formazione ibrida, nella quale la presenza sta alla base di tutto e la tecnologia al supporto?

Forse proprio da questa riflessione si deve ripartire per pensare al futuro della formazione.

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