Il decalogo per un buon colloquio di selezione

La “filosofia” delle selezioni per assunzioni in azienda: si è sempre più attenti a “chi è” il candidato rispetto a “quanto sa” sotto il profilo mnemonico.

Come prepararsi?

Non su testi accademici, ma con una preventiva ricognizione sui propri caratteri distintivi e sulle esperienze professionali, senza escludere alcunché, anche quelle ritenute di scarsa rilevanza specialistica. Infatti, in particolare per i più giovani, i primi guadagni occasionali hanno un’influenza psicologica importante.

Di seguito, un “decalogo”, utile anche come riferimento per i colloqui di ammissione ai corsi SSATI, ma più in generale per un allenamento mentale e per procedure di vere assunzioni.

Le domande più frequenti:

  1. Mi parli di (carattere, personalità, non dati anagrafici già contenuti nel curriculum); ... continui a parlare in inglese.

  2. Un Suo punto di forza e di debolezza.

  3. Precedenti esperienze di lavoro (nel caso di giovani al primo lavoro non omettere eventuali esperienze extra scolastiche, quali: vendemmia, commesso per periodi festivi, porta pacchi, etc.).

  4. Eambizioso? Come si vede tra 10 anni?

  5. I Suoi hobbies? Il titolo dell’ultimo libro che ha letto? Quale quotidiano legge?

  6. A quale stipendio ambisce per lattività che Le proponiamo? (in questo modo si misura l’autovalutazione) o per i giovani, a quale stipendio ambisce per il primo lavoro?

  7. Ha qualche curiosità, qualche domanda da rivolgere?

  8. Perché dovremmo scegliere Lei rispetto agli altri candidati? (sopratutto in colloqui di gruppo)

  9. Come si autovaluta? Vuole aggiungere qualcosa che le nostre domande non Le hanno permesso di esprimere ?

  10. Supponiamo che ci dimenticassimo tutto di questo colloquio: se ricordassimo di Lei solo un aggettivo, quale è il più rappresentativo di se stesso ?