La parola ai docenti: intervista alla Prof.ssa Alessandra Fiorentini

Alessandra Fiorentini
  • Alessandra Fiorentini, docente SSATI di orientamento professionale, bilancio delle competenze e sportello colloqui: ci parli delle materie che tratta a Scuola.

Sono quelle che hai elencato più o meno , trattati da una prospettiva un po’ “olistica” , che altro non è che guardare alle materia in maniera collegata. Ogni anno modifico in parte  il progetto formativo perché questo ambito, come molti altri, è in continua evoluzione e la pandemia ha impattato tanto sul mondo del lavoro. Nell’ultimo corso , all’interno del modulo sul CV, ho inserito  il Bilancio delle Competenze che ha creato non pochi problemi inizialmente ai ragazzi, probabilmente perché è un lavoro attraverso il quale ognuno indaga se stesso,  facendo emergere le proprie effettive abilità, che potrebbero non essere le stesse che immagina di avere. Questo lavoro è stato propedeutico sia per la stesura del CV che per l’emersione delle soft skills. Prima di lavorare sulla simulazione del colloquio di lavoro ho proposto un modulo su come si sta in azienda, intesa come sistema : ruoli, mansioni, gerarchie. Il mio modulo è anche esperienziale quindi lavorando in DAD i ragazzi hanno perso un po’ l’effetto di lavoro di gruppo.

  • Lei ha molti anni di esperienza nel settore delle risorse umane: cosa è cambiato negli ultimi tempi? Quali sono i profili più richiesti, e le soft skills che le aziende oggi richiedono maggiormente?

Su questo argomento i filoni sono molti anche su base “geografica”, ad esempio tra gli Stati Uniti e l’Europa. Sicuramente tra le professioni del futuro sono richieste quelle informatiche per la ricerca, per la cyber sicurezza e  un occhio in particolare alla A.I . Il digital marketing si sta evolvendo molto velocemente , come del resto i profili di amministrazione e finanza, sempre più legati all’ industria 4.0. Sembra che saranno sempre più richieste anche  le professioni sanitarie e tutte quelle relative al benessere della persona, infatti i supporti psicologici e di sostegno emotivo sono stati fondamentali duranti il lockdown . In ogni caso abbiamo incontrato “Il Cigno nero“ di Taleb, siamo ancora nella fase di assestamento di quello che è stata la pandemia, è tutto in movimento.

  • Parlando di bilancio delle competenze: come è possibile aiutare gli studenti nell’acquisizione di una maggiore consapevolezza delle proprie capacità e nel potenziamento delle proprie risorse?

Il Bilancio delle competenze è uno strumento molto potente e agisce a vari livelli, come ho accennato prima è un vero e proprio lavoro su di sé, una crescita personale. Attraverso gli schemi è possibile mettere nero su bianco abilità e talenti che spesso diamo per scontati e per questo tendiamo a sminuire. In realtà in tanti casi si parte proprio da ciò che ci piace e ci viene facile fare, che sarebbero le nostre abilità, mentre in seguito si lavora sul saper fare, ossia le conoscenze, ed ecco che prendono forma le nostre competenze. Il potenziamento arriva nel momento in cui mi sono reso consapevole di questo processo.

  • Per quanto riguarda la redazione di un buon CV, invece, cosa non può proprio mancare nella propria presentazione professionale?

I ragazzi che hanno lavorato con me immagino potrebbero anticipare la mia riposta: l’autenticità.

Ovviamente il CV è necessario che abbia una grafica piacevole, che sia breve e con una struttura fruibile, ordinata, non ultimo che riporti tutti i dati personali. Ma il CV, come spesso si dice, è il nostro biglietto da visita , che anticipa chi siamo e che quindi, se non parla di noi, non racconta chi siamo. E’ solo qualcosa al quale i selezionatori dedicano una media di 7 secondi, secondo una statistica italiana.

  • Tra poco si terrà il Business Tutors 2021, il test finale degli studenti SSATI, un evento che è un vero e proprio crocevia nel percorso formativo/professionale dei nostri corsisti.  Quali competenze e skills si possono sviluppare con una esperienza del genere a suo avviso?

Il Business Tutors è una grande occasione per i ragazzi, ma dal mio punto di vista ciò che impatta sia sulle competenze hard ma soprattutto su quelle soft è il lavoro che precede l’evento. I ragazzi lavorano in gruppo condividendo un obiettivo, questo significa cedere ai protagonismi, agli Ego vari, e dare vita al gruppo, che ha una sua propria identità. Si vince tutti se il gruppo è funzionale: organizzazione dei ruoli, suddivisione dei compiti e delle responsabilità individuali, è importante integrare le diversità e gestire il conflitto. La performance finale, al netto del progetto che avrà maggiore gradimento, sarà il risultato di come tanti “io” , nessuno escluso, sono stati capaci di unirsi per formare un grande “noi”. Che sembra essere proprio la sintesi di questo lungo periodo che ci lasciamo alle spalle.

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